ESERCIZI SPIRITUALI ANNUALI. 10.I.1934.

O mio Gesù, si avvicina dì nuovo il momento in cui resterò con Te faccia a faccia. Gesù, Ti prego con tutto il cuore fammi conoscere ciò che in me non Ti piace e nello stesso tempo fammi sapere cosa debbo fare per piacerTi di più. Non negarmi questa grazia e resta con me. Io so che senza di Te, o Signore, i miei sforzi valgono ben poco. Oh! quanto mi rallegro per la Tua grandezza, o Signore! Quanto più Ti conosco, tanto più ardentemente Ti desidero ed anelo a Te. Gesù mi ha concesso di conoscere me stessa. In questa luce di Dio vedo il mio difetto principale, cioè la superbia. Le sue sfumature: il chiudermi in me stessa; la mancanza di semplicità nei confronti della Madre Superiora. Una seconda illuminazione riguarda il parlare. Talvolta parlo troppo. Per una faccenda che si potrebbe sbrigare con due o tre parole, io impiego troppo tempo. Gesù invece desidera che quel tempo l'adoperi per piccole preghiere con indulgenza per le anime del purgatorio. Inoltre il Signore dice che ogni parola sarà pesata nel giorno del giudizio. La terza illuminazione riguarda la nostra regola. Sfuggo poco le occasioni che conducono ad infrangere la regola, specialmente per quanto concerne il silenzio. Mi comporterò come se la regola fosse stata scritta solo per me. Non è affar mio vedere come si comportano le altre, purché io mi comporti come Dio desidera. Proposito. Qualunque cosa Gesù desideri da me e riguardi cose esteriori, andare subito a parlarne alle Superiore; nel trattare con la Superiora cercherò di essere franca e sincera come un bambino. Gesù ama le anime nascoste. Un fiore nascosto ha in sé più profumo. Debbo impegnarmi perché nel mio intimo ci sia un posticino silenzioso per il Cuore di Gesù. Nei momenti difficili e dolorosi canto sommessamente a Te, mio Creatore, l'inno della fiducia, poiché l'abisso della mia fiducia verso di Te, verso la Tua Misericordia, è senza misura. Dal momento in cui ho cominciato ad amare la sofferenza, ha cessato per me dì essere sofferenza. La sofferenza è il cibo quotidiano della mia anima. Non parlerò con una certa persona, poiché so che a Gesù questo non piace ed essa non ricava da ciò alcun profitto. Ai piedi del Signore. O Gesù nascosto! O amore eterno! O nostra vita! O Divino folle, che hai dimenticato Te stesso e vedi soltanto noi! Ancor prima di creare il cielo e la terra portavi noi nel Tuo Cuore! O amore! O abisso della Tua umiliazione! O mistero di felicità! Come mai è così piccolo il numero di coloro che Ti conoscono? Perché non provi reciprocità? O amore Divino, perché nascondi la Tua bellezza? O Incomprensibile ed Infinito! Più Ti conosco e meno Ti comprendo. Ma proprio perché non riesco a comprenderTi, mi rendo maggiormente conto della Tua grandezza. Non invidio il fuoco ai Serafini, poiché nel mio cuore viene deposto un dono ancora più grande. Essi Ti ammirano in estasi, ma il Tuo Sangue si unisce col mio! O amore, a noi è concesso il paradiso già quaggiù sulla terra. Oh! perché Ti nascondi dietro la fede? L'amore strappa il velo. Non c'è velo davanti agli occhi della mia anima, poiché Tu stesso mi hai attratta per l'eternità nel seno di un amore misterioso. O indivisibile Trinità, Unico Dio, a Te sia onore e gloria per tutti i secoli. Iddio mi ha fatto conoscere in che cosa consiste il vero amore, e mi ha dato la luce per dimostrarlo in pratica a Dio. il vero amore di Dio consiste nel fare la volontà di Dio. Per dimostrare amore verso Dio, occorre che tutte le nostre azioni, anche le più piccole, derivino dall'amore verso Dio. Ed il Signore mi disse: « Bambina Mia, più di tutto Mi piaci attraverso la sofferenza. Nelle tue sofferenze fisiche ed anche morali, figlia Mia, non cercare comprensione da parte delle creature. Voglio che il profumo delle tue sofferenze sia puro, senza alcuna aggiunta. Esigo che ti distacchi non solo dalle creature, ma anche da te stessa. Figlia Mia, voglio deliziarMi dell'amore del tuo cuore: un amore puro, verginale, immacolato, senza alcuna ombra. Figlia Mia, quanto più ami la sofferenza, tanto più puro sarà il tuo amore verso di Me ». Gesù mi ordina di celebrare la festa della Divina Misericordia la prima domenica dopo Pasqua. Nel raccoglimento interiore e per una mortificazione esterna ho portato per tre ore una cintura di ferro, pregando senza posa per i peccatori e per ottenere Misericordia per il mondo intero, e Gesù mi ha detto: «Oggi il Mio sguardo si posa con compiacimento su questa casa ». Avverto bene che la mia missione non finirà con la mia morte, ma incomincerà. O anime dubbiose, solleverò per voi il velo del paradiso, per convincervi della bontà di Dio, perché non continuiate a ferire con la diffidenza il Cuore dolcissimo di Gesù. Dio è amore e Misericordia! Una volta il Signore mi disse: « Il Mio Cuore è stato scosso da tanta compassione per te, bambina Mia carissima, quando ti ho vista ridotta a brandelli dal gran dolore che provavi, mentre deploravi i tuoi peccati. Ecco, io vedo il tuo amore così puro e sincero, che ti do la precedenza fra le vergini. Tu sei l'onore e la gloria della Mia Passione. Vedo ogni umiliazione della tua anima e nulla sfugge alla Mia attenzione. Innalzo gli umili fino al Mio trono, perché così voglio». O Dio Unico nella SS.ma Trinità! Desidero amarTi quanto ancora nessun anima umana Ti ha amato. Sebbene io sia particolarmente misera e piccolina, ho gettato l'àncora della mia fiducia molto profondamente nell'abisso della Tua Misericordia, o Dio e Creatore mio. Nonostante la mia grande miseria, non ho paura di nulla, ma ho fiducia di cantare eternamente l'inno della gloria. Nessun'anima deve avere dubbi finché vive, anche fosse la più miserabile. Ognuna può diventare una grande santa, poiché è grande la potenza della grazia di Dio. Noi dobbiamo solo non opporci all'azione divina. O Gesù, magari io potessi diventare una nebbia davanti a Te, per coprire la terra, in modo che il Tuo santo sguardo non veda i tremendi misfatti che vi si compiono. O Gesù, quando guardo al mondo ed alla sua indifferenza verso di Te, mi vengono ogni volta le lacrime agli occhi; ma quando vedo un'anima consacrata che è tiepida, allora il mio cuore sanguina.

1934.

Una volta andai nella mia cella ed ero talmente stanca che prima di cominciare a spogliarmi, dovetti riposarmi per un po'. Dopo che m'ero spogliata, una Suora mi pregò di portarle dell'acqua calda. Nonostante la stanchezza, mi rivestii alla svelta e le portai l'acqua, che desiderava, benché dalla mia cella alla cucina ci fosse un bel pezzetto di strada ed il fango arrivasse alle caviglie. Quando rientrai nella mia cella, vidi una pisside col SS.mo Sacramento e sentil questa voce: « Prendi questa pisside e portala nel tabernacolo ». In un primo momento rimasi indecisa, poi mi avvicinai e quando toccai la pisside, udii queste parole: « Con lo stesso amore col quale ti avvicini a Me, avvicinati a ciascuna delle Suore e tutto ciò che fai a loro, lo fai a Me». Dopo un momento m'accorsi di essere sola.
Una volta che si faceva l'adorazione per la nostra Patria, un dolore mi strinse l'anima e cominciai a pregare così: « O Gesù misericordiosissimo, Ti prego per l'intercessione dei Tuoi santi e specialmente per intercessione della Tua amatissima Madre, che Ti ha allevato fin dell'infanzia, Ti supplico, benedici la mia Patria. O Gesù, non guardare ai nostri peccati, ma guarda le lacrime dei bambini piccoli, la fame ed il freddo che soffrono. O Gesù, per questi innocenti, fammi la grazia che Ti chiedo per la mia Patria. In quell'istante vidi Gesù che aveva gli occhi velati di lacrime, e mi disse: « Vedi, figlia Mia, quanto Mi fanno pena. Sappi questo: sono essi che sostengono il mondo».
O mio Gesù, quando osservo la vita delle anime, m'accorgo che molte Ti servono con una certa incredulltà. E in certi momenti, soprattutto quando c'è l'occasione di dimostrare l'amore verso Dio, ecco proprio allora m'accorgo che quelle anime fuggono dal campo di battaglia. E una volta Gesù mi disse: « Anche tu, bambina Mia, vuoi comportarti così? ». Risposi al Signore: « Oh no, mio Gesù, non abbandonerò il campo di battaglia, anche se il sudore della morte bagnasse la mia fronte; terrò la spada in pugno fino a quando non riposerò ai piedi della SS.ma Trinità ». Qualunque cosa io faccia, non conto sulle mie forze, ma sulla grazia dì Dio. Con la grazia di Dio un'anima può superare vittoriosamente le più grandi difficoltà.
Una volta che parlai molto a lungo con Gesù delle nostre educande, incoraggiata dalla Sua bontà, Gli domandai se anche fra le nostre educande avesse delle anime che erano di consolazione per il Suo Cuore, ed il Signore mi rispose che ne aveva, « ma il loro amore è debole. Per questo le affido a te perché le assista in modo particolare. Prega per loro ». O gran Dio, ammiro la Tua bontà. Tu sei il Signore delle schiere celesti e Ti umli a questo modo fino ad una misera creatura. Oh! quanto ardentemente desidero amarTi con ogni battito del mio cuore. Non mi basta tutta l'estensione della terra, troppo piccolo è il cielo e nulla gli spazi celesti. Tu Solo mi basti, o Dio eterno. Soltanto Tu puoi riempire la profondità della mia anima. I momenti più felici per me sono quelli in cui resto da solo a solo col mio Signore. In quei momenti conosco la grandezza dì Dio e la mia miseria. Una volta Gesù mi disse: « Non meravigliarti se qualche volta vieni sospettata ingiustamente. Io per primo, per amor tuo, ho bevuto quel calice di sofferenze ingiuste ». Una volta che mi preoccupavo dell'eternità e dei suoi misteri, la mia anima fu presa da timore e, dopo che ebbi riflettuto un altro momento, cominciarono a tormentarmi vari dubbi. D'un tratto Gesù mi disse: «Bambina Mia, non aver paura della casa del Padre tuo. Le indagini inutili lasciale ai sapienti di questo mondo. Io voglio vederti sempre come una bambina piccola. Chiedi tutto con semplicità al confessore ed Io ti risponderò con la sua bocca ». Una volta conobbi una persona che aveva in mente dì commettere un peccato grave. Chiesi al Signore d'inviare a me i massimi tormenti, purché quell'anima venisse preservata. Di colpo sentii al capo l'atroce dolore della corona di spine. Ciò durò abbastanza a lungo, ma quella persona rimase in grazia di Dio. O mio Gesù, come è facile santificarsi. Occorre soltanto un briciolo dì buona volontà. Se Gesù scorge nell'anima questo briciolo di buona volontà si affretta a donarsi all'anima e nulla può impedirglielo, né gli errori, né le cadute; assolutamente niente. A Gesù preme aiutare quest'anima e se l'anima è fedele alla grazia di Dio, in pochissimo tempo l'anima può conseguire la più grande santità che una creatura possa raggiungere su questa terra. Dio è molto generoso e non rifiuta a nessuno la Sua grazia; dà più dì quello che noi Gli chiediamo. La fedeltà nel dare esecuzione alle ispirazioni dello Spirito Santo, è la via più breve.
Quando un'anima ama sinceramente Dio, non deve temere nulla nella sua vita spirituale. Si affidi all'influsso della grazia e non ponga limiti all'unione col Signore.
Quando Gesù mi affascinò con la sua bellezza e mi attirò a Sé, fu allora che vidi ciò che non Gli piaceva nella mia anima e decisi ad ogni costo di eliminarlo e con l'aiuto della grazia l'ho eliminato subito. Questa mia generosità piacque al Signore e da quel momento Iddio cominciò a concedermi grazie superiori. Io non faccio profondi ragionamenti sulla mia vita interiore; non sto ad analizzare per quali vie mi conduce lo Spirito Divino. A me basta questo, che so di essere amata e che amo. L'amore puro mi fa conoscere Dio e mi dà la comprensione di molti misteri. Il confessore per me è un oracolo; la sua parola è sacrosanta per me. Parlo del direttore. Una volta il Signore mi disse: « Comportati come un mendicante che, quando riceve un'elemosina maggiore, non la rifiuta, ma anzi ringrazia con più cordialità. Anche tu, se ti concedo delle grazie più grandi, non rifiutarle perché ne sei indegna. Io questo lo so; ma tu piuttosto rallegrati e gioisci e prendi tanti tesori dal Mio Cuore, quanti riesci a portarne, poiché proprio facendo così Mi piaci di più. E ti dirò ancora una cosa: non prendere queste grazie solo per te, ma anche per il prossimo, cioè incoraggia le anime, con le quali sei a contatto, alla fiducia nella Mia Misericordia infinita. Oh, quanto amo le anime che si sono affidate a Me completamente! Farò tutto per loro».
In questo momento Gesù mi ha chiesto: «Bambina Mia, come vanno i tuoi esercizi spirituali? ». Risposi: « Gesù, Tu lo sai bene come vanno ». « Si, lo so, ma voglio sentirlo dalla tua bocca e dal tuo cuore». O mio Maestro, quando mi guidi Tu, tutto mi va facilmente e Ti prego, Signore, non allontanarTi mai da me. E Gesù disse: « Sì, starò sempre accanto a te, se sarai sempre una bambina piccola. E non aver paura di nulla; come sono stato qui il tuo principio, così sarò anche la tua fine. Non fare assegnamento sulle creature, nemmeno nella più piccola cosa, poiché questo non Mi piace. Io solo voglio esserci nella tua anima. Ti fortificherò nell'anima e ti darò luce e saprai dalla bocca del Mio sostituto, che Io sono in te e l'inquietudine si dileguerà come la nebbia davanti ai raggi del sole ».
O Bene Supremo, desidero amarTi come non Ti ha amato mai nessuno su questa terra. Desidero adorarTi in ogni momento della mia vita ed uniformare strettamente la mia alla Tua santa volontà. La mia vita non è monotona e grigia, ma è variata come un giardino di fiori profumati, dove non so quale fiore cogliere per primo, se il giglio della sofferenza, o la rosa dell'amore del prossimo, o la violetta dell'umiltà. Non elencherò tutti i tesori, che ogni giorno ho in abbondanza. È una gran cosa saper approfittare dell'ora presente.
O Gesù Luce Suprema, fa' che io Ti conosca; penetra con la Tua luce nel buio della mia anima e riempi di Te il baratro della mia anima, poiché soltanto Tu [la frase è rimasta interrotta]. O mio Gesù, vita, via e verità. Ti prego, tienimi accanto a Te, come una madre stringe al seno un piccolo bimbo, poiché io sono non solo una bimba inetta, ma un cumulo di miseria ed una nullità.

 UN SEGRETO DELL'ANIMA. Wilno 1934.

Una volta che il confessore mi ordinò di chiedere a Gesù che cosa significano i due raggi che sono in quest'immagine, risposi: « Va bene, lo domanderò al Signore ». Mentre pregavo udii interiormente queste parole: « I due raggi rappresentano il Sangue e l'Acqua. Il raggio pallido rappresenta l'Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime... Entrambi i raggi uscirono dall'intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia. Tali raggi riparano le anime dallo sdegno del Padre Mio. Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio. Desidero che la prima domenica dopo la Pasqua sia la Festa della Misericordia.
Chiedi al Mio servo fedele che in quel giorno parli al mondo intero di questa Mia grande Misericordia: in quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene.
L'umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia.
Oh! quanto Mi ferisce la diffidenza di un'anima! Tale anima riconosce che sono santo e giusto, e non crede che Io sono misericordioso, non ha fiducia nella Mia bontà. Anche i demoni ammirano la Mia giustizia, ma non credono alla Mia bontà. Il mio Cuore gioisce del titolo di Misericordia. Annuncia che la Misericordia è il più grande attributo di Dio. Tutte le opere delle Mie mani sono coronate dalla Misericordia ».
O amore eterno, desidero che Ti conoscano tutte le anime che hai creato. Desidererei diventare sacerdote; parlerei incessantemente della Tua Misericordia alle anime peccatrici, immerse nella disperazione. Desidererci essere un missionario e portare la luce della fede nei paesi selvaggi per farTi conoscere alle anime e morire annientata per loro con la morte del martirio, con la quale sei morto Tu, per me e per loro. O Gesù, so inoltre molto bene che posso essere sacerdote, missionario, predicatore; posso fare la morte dei martiri col mio totale annientamento ed il rinnegamento di me stessa per amor Tuo, o Gesù, e delle anime immortali. Un grande amore trasforma le piccole cose in cose grandi e solo l'amore dà valore alle nostre azioni e tanto più il nostro amore diventa puro, tanto meno il fuoco delle sofferenze avrà da distruggere in noi e la sofferenza per noi cesserà di essere sofferenza. Diventerà per noi una delizia. Con la grazia di Dio ora ho ottenuto questa disposizione del cuore, cioè non sono mai tanto felice, come quando soffro per Gesù che amo con ogni palpito del cuore. Una volta che avevo una grande sofferenza, lasciai il mio lavoro per correre da Gesù e pregarlo che mi desse la Sua forza. Dopo una breve preghiera, me ne tornai al mio dovere piena d'entusiasmo e di gioia. In quel mentre una suora mi disse: «Senza dubbio lei sorella, oggi ha molte consolazioni, dato che è così raggiante. Dio certamente a lei non dà alcuna sofferenza, ma esclusivamente consolazioni ». Risposi: « Sta sbagliando, sorella, e parecchio, poiché è proprio quando soffro molto che la mia gioia e maggiore, mentre quando soffro di meno, anche la mia gioia è minore ». Ma quell'anima mi fece capire che non afferrava il mio discorso. Cercai di spiegarglielo. Quando soffriamo molto abbiamo una grande opportunità di mostrare a Dio che L'amiamo, mentre quando soffriamo poco, abbiamo poca possibilità di mostrare a Dio il nostro amore, e quando non soffriamo affatto, il nostro amore non è nè grande nè puro. Con la grazia di Dio possiamo giungere al punto che la sofferenza si travesta per noi in delizia, poiché l'amore riesce ad operare simili cose nelle anime pure.
O mio Gesù, unica mia speranza, Ti ringrazio per questo grande libro, che hai aperto davanti agli occhi della mia anima. Il grande libro è la Tua Passione affrontata per amor mio. Da questo libro ho imparato come amare Dio e le anime. In esso sono racchiusi per noi inesauribili tesori. O Gesù, quanto sono poche le anime che Ti comprendono nel Tuo martirio d'amore! Oh! quanto è grande il fuoco d'amore purissimo, che arde nel Tuo sacratissimo Cuore! Felice l'anima, che ha capito l'amore del Cuore di Gesù! Quello che desidero più ardentemente, è che le anime conoscano Te; che sappiano che Tu sei la loro eterna felicità; che credano alla Tua bontà e glorifichino la Tua Misericordia infinita. Ho pregato Dio, perché mi conceda la grazia che la mia natura sia forte ed inattaccabile dalle influenze che talvolta vogliono distoglierla dallo spìrito della regola e delle piccole norme, poiché queste sono piccoli tarli che vogliono distruggere in noi la vita interiore e senza dubbio la distruggeranno, se l'anima è consapevole di tali piccole trasgressioni e, nonostante ciò, le prende alla leggera come cose di poco conto. In un ordine religioso io non vedo nulla di poco conto. Non m'importa se talvolta m'espongo a dispiaceri ed a battute ironiche, purché il mio spirito sia in concorde armonia con lo spirito delle regole, dei voti e delle norme religiose. O mio Gesù, delizia del mio cuore, Tu conosci i miei desideri. Vorrei nascondermi alla vista della gente, vivendo in modo come se non vivessi. Voglio vivere pura come un fiore di campo; voglio che il mio amore sia sempre indirizzato verso di Te, come il fiore che si gira sempre verso il sole. Desidero che il profumo e la freschezza del fiore del mio cuore siano sempre conservati unicamente per Te. Voglio vivere sotto il Tuo sguardo divino, poiché Tu solo mi basti. Quando sono con Te, o Gesù, non temo nulla, poiché non può venirmi alcun danno.
1934. Una volta durante la Quaresima vidi, al di sopra della nostra cappella e della nostra casa, una grande luce ed una grande tenebra. Vidi che queste due potenze lottavano tra di loro... 1934. Giovedi Santo, Gesù mi ha detto:
« Desidero che tu faccia l'offerta di te stessa per i peccatori, e specialmente per quelle anime che hanno perso la speranza nella divina Misericordia ».

DIO E LE ANIME. ATTO DI OFFERTA.

Di fronte al cielo ed alla terra, di fronte a tutti i Cori degli Angeli, di fronte alla SS.ma Vergine Maria, di fronte a tutte le Potenze celesti, dichiaro a Dio, Uno e Trino, che oggi in unione con Gesù Cristo, Redentore delle anime, faccio volontariamente l'offerta di me stessa per la conversione dei peccatori e specialmente per le anime che hanno perso la speranza nella Misericordia Divina. Detta offerta consiste in questo, che prendo, con totale sottomissione alla volontà di Dio, tutte le sofferenze, i timori e le paure da cui sono tormentati i peccatori ed in cambio cedo loro tutte le consolazioni che ho nell'anima, che provengono dal rapporto intimo con Dio. In una parola offro per loro tutto: le sante Messe, le sante Comunioni, le penitenze, le mortificazioni, le preghiere. Non temo i colpi, i colpi della giustizia di Dio, perché sono unita a Gesù. O mio Dio, desidero in tal modo ripagarTi per le anime che non hanno fiducia nella Tua bontà. Confido contro ogni speranza nell'oceano della Tua Misericordia. O Signore e Dio mio, porzione, mia porzione per l'eternità, non formulo questo atto di offerta basandomi sulle mie forze, ma sulla potenza che deriva dai meriti di Gesù Cristo. Ripeterò ogni giorno questo atto di offerta con la seguente preghiera, che Tu stesso mi hai insegnato, o Gesù: O Sangue e Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù, come sorgente di Misericordia per noi, confido in Te. Sr. M. Faustina del Santissimo Sacramento. Giovedi Santo durante la Santa Messa, giorno 29 anno 1934. « Ti do una piccola parte nella Redenzione del genere umano. Tu sei il refrigerio nel momento della Mia agonia ». Ottenuto il permesso dal mio confessore di fare questo atto di offerta, conobbi che tale atto era gradito a Dio, infatti cominciai subito a sentirne le conseguenze. In un attimo la mia anima divenne come una roccia: arida, piena di tormenti e d'inquietudine. Diverse bestemmie ed imprecazioni rintronavano nelle mie orecchie. La diffidenza e la disperazione albergarono nel mio cuore. Ecco qual era la condizione dei miseri, che avevo preso su di me. In un primo momento mi spaventai molto per questi orrori, ma con la prima confessione che feci, fui tranquillizzata.
Una volta che andai a confessarmi fuori del convento, capitai che il mio confessore stava celebrando la santa Messa. Dopo un momento vidi sull'altare Gesù Bambino che allungava soavemente e con gioia le sue manine verso di lui. Ma quel sacerdote, un momento dopo, prese quel bel Bambino nelle mani, lo spezzò e lo mangiò vivo. In un primo momento provai avversione per quel sacerdote, a causa di un tale comportamento nei confronti di Gesù, ma ben presto venni illuminata in questa questione e capii che quel sacerdote era molto caro al Signore.
Una volta che andai dal pittore che stava dipingendo l'immagine e m'accorsi che non era così bella come è Gesù, mi rattristai molto per questo, ma lo nascosi nel profondo del cuore. Quando uscimmo da casa del pittore, la Madre Superiora rimase in città a sbrigare varie faccende ed io tornai a casa da sola. Andai subito in cappella e mi sfogai piangendo a dirotto. Dissi al Signore: « Chi può dipingerTi bello come sei? ». All'improvviso udii queste parole: « Non nella bellezza dei colori né del pennello sta la grandezza di questa immagine, ma nella Mia grazia ».
Una volta che ero andata nell'orto di pomeriggio, l'Angelo Custode mi disse: « Prega per gli agonizzanti ». Incominciai subito il rosario per gli agonizzanti assieme alle ragazze addette all'orto. Terminato il rosario, recitammo diverse invocazioni per gli agonizzanti. Finite le preghiere, le educande si misero a chiacchierare allegramente fra loro. Nonostante il chiasso che facevano, udii nel mio intimo queste parole: « Prega per me ». Dato che non avevo potuto capire bene quelle parole, mi allontanai di qualche passo dalle educande, riflettendo su chi poteva essere che mi ordinava di pregare. D'un tratto udìi queste parole: « Sono Suor... ». Questa suora stava a Varsavia, mentre io allora ero a Wilno. « Prega per me fino a quando ti dirò di smettere. Sto agonizzando ». Cominciai subito a pregare con fervore per lei il Cuore agonizzante di Gesù e, senza darmi respiro, pregai così dalle tre alle cinque del pomeriggio. Alle cinque udii questa parola: « Grazie ». Compresi che era già morta. Tuttavia il giorno dopo, durante la santa Messa, pregai fervorosamente per la sua anima. Nel pomeriggio giunse una cartolina che annunciava che Suor... alla tale ora era morta. Mi resi conto che era la stessa ora, nella quale mi aveva detto: « Prega per me! ».
O Madre di Dio, la Tua anima è stata immersa in un mare di amarezze: guarda alla Tua bambina ed insegnale a soffrire e ad amare nella sofferenza. Fortifica la mia anima, in modo che il dolore non la spezzi. O Madre della grazia, insegnami a vivere con Dio. Una volta mi venne a trovare la Madonna. Era triste, aveva gli occhi abbassati verso il suolo, mi fece capire che aveva qualche cosa da dirmi, ma nello stesso tempo si comportava come se non volesse parlarmene. Quando lo compresi, cominciai a pregare la Madonna che me lo dicesse e volgesse lo sguardo verso di me. In un attimo Maria si rivolse a me sorridendo cordialmente e disse: « Dovrai soffrire a causa di una malattia e dei medici. Inoltre avrai sofferenze per quell'immagine. Ma non aver paura di nulla». Il giorno dopo mi ammalai e soffrii molto, proprio come mi aveva detto la Madonna, ma la mia anima è preparata alle sofferenze. La sofferenza è la compagna costante della mia vita. O mio Dio, mia unica speranza, in Te ho posto tutta la mia fiducia e so che non rimarrò delusa. Talvolta, dopo la santa Comunione, sento la presenza di Dio in modo particolare, sensibile. Sento che c'è Iddio nel mio cuore. Ed il fatto che sento Dio nell'anima, non m'impedisce affatto di compiere i miei doveri, anche quando sbrigo le più importanti questioni, che richiedono attenzione, non perdo la presenza di Dio nell'anima e resto strettamente unita a Lui. Con Lui vado al lavoro, con Lui vado a ricreazione, con Lui soffro, con Lui gioisco, vivo in Lui ed Egli in me. Non sono mai sola, poiché Egli è il mio compagno stabile; in ogni momento sono consapevole della Sua presenza. La nostra familiarità è stretta a causa dell'unione del sangue e della vita...

9.VIII.1934.

Adorazione notturna del giovedì. Ho fatto l'adorazione dalle undici alle dodici. Questa adorazione l'ho fatta per la conversione dei peccatori induriti, ma specialmente per quelli che hanno perduto la speranza nella Misericordia di Dio. Ho considerato quanto ha sofferto Dio e quanto è grande l'amore che ci ha dimostrato e noi non crediamo che Dio ci ama cosi. O Gesù, chi comprende questo? Che dolore per il nostro Salvatore e con che cosa può convincerci del suo amore, se la Sua stessa morte non riesce a convincerci? Ho pregato tutto il cielo ad unirsi a me per compensare il Signore dell'ingratitudine di certe anime. Gesù mi ha fatto conoscere quanto Gli è gradita la preghiera riparatrice. Mi ha detto: « La preghìera di un'anima umile ed amante placa l'ira del Padre Mio ed attira un mare di benedizioni » . Finita l'adorazione, a metà strada verso la cella, fui circondata da un gran branco di cani neri, alti, che saltavano ed ululavano, mostrando chiaramente l'intenzione di sbranarmi. M'accorsi però che non erano cani, ma demoni. Uno di loro disse con rabbiosa malvagità: « Dato che questa notte ci hai portato via tante anime, ora noi ti facciamo a pezzi ». Risposi: « Se questa è la volontà di Dio misericordiosissimo, fatemi pure a pezzi, poiché l'ho giustamente meritato, essendo la più misera delle peccatrici, ma Dio è sempre santo, giusto ed infinitamente misericordioso ». A queste parole risposero tutti insieme i demoni: « Fuggiamo, perché non è sola, ma c'è con lei l'Onnipotente ». E scomparvero come la polvere, come un rumore che giunge dalla strada, mentre io tranquillamente, continuando il Te Deum, andai in cella riflettendo sull'infinita ed insondabile Misericordia divina.

12.VIII.1934.

Svenimento improvviso. Sofferenze preagoniche. Non era la morte, cioè il passaggio alla vera vita, ma un pregustarne le sofferenze. Pur donandoci la vita eterna, la morte è spaventosa. Mi sentii improvvisamente male: mancanza di respiro, buio davanti agli occhi, sensazione di mancamento nelle membra. Questo soffocamento è atroce. Un istante di tale soffocamento è infinitamente lungo... Nonostante la fiducia, sopravviene pure uno strano senso di paura. Desiderai ricevere gli ultimi S. Sacramenti. Ma, in quello stato la santa Confessione riesce assai difficoltosa, malgrado il desiderio di confessarsi. Non si sa quel che si dice: si comincia una cosa, senza finire l'altra. Iddio preservi ciascun anima dal rinviare la confessione all'ultima ora. Ho sperimentato la potenza delle parole del sacerdote, che scendono benefiche sull'anima dell'ammalato. Quando chiesi al Padre spirituale se ero pronta a presentarmi davanti a Dio e se potevo stare tranquilla, ottenni questa risposta: « Può essere pienamente tranquilla, non solo adesso, ma dopo ogni confessione settimanale ». La grazia di Dio che accompagna queste parole del sacerdote è grande. L'anima sente la forza ed il coraggio per la battaglia. O Congregazione, o madre mia, come è dolce vivere sotto le tue ali, ma è ancora meglio morirvi! Ricevuti gli ultimi S. Sacramenti, sopravvenne un miglioramento totale. Rimasi sola. Il miglioramento durò circa mezz'ora, poi si ripeté l'attacco, ma non più cosi violento, perché le cure mediche lo contrastavano. Unii le mie sofferenze a quelle di Gesù e le offrii per me e per la conversione delle anime che non credono nella bontà di Dio. All'improvviso la mia cella si riempi di ceffi neri pieni di malvagità e di odio contro di me. Uno di essi disse: « Maledetta tu e Colui che è in te, perché già cominci a tormentarci nell'inferno ». Appena dissi: « Ed il Verbo si fece carne ed abitò in mezzo a noi », subito quei ceffi scomparvero rumorosamente. L'indomani mi sentivo debolissima, ma non provavo più nessuna sofferenza. Dopo la santa Comunione vidi Gesù nell'aspetto che avevo già visto durante un'ora di adorazione. Lo sguardo del Signore trapassò la mia anima da parte a parte e nemmeno il più minuscolo pulviscolo sfugge alla Sua attenzione. E dissi a Gesù: « Pensavo che mi prendessi ». E Gesù mi rispose: « Ancora non si è adempiuta completamente la Mia volontà in te; rimarrai ancora sulla terra, ma non per molto tempo. Mi piace molto la tua fiducia, ma l'amore sia più ardente. Un amore puro dà forza all'anima nell'agonia stessa. Quando agonizzavo sulla croce non pensavo a Me, ma ai poveri peccatori e pregavo il Padre per loro. Voglio che anche i tuoi ultimi momenti siano completamente simili ai Miei sulla croce. Uno solo è il prezzo col quale si riscattano le anime e questo prezzo è la sofferenza unita alla Mia sofferenza sulla croce. L'amore puro comprende queste parole; l'amore carnale non le comprenderà mai ».

Anno 1934.

Il giorno dell'Assunzione della SS.ma Vergine, non andai alla santa Messa, la dottoressa non me lo permise, ma pregai fervorosamente in cella. Dopo poco vidi la Madonna, che era di una bellezza indescrivibile e che mi disse: « Figlia Mia, voglio da te preghiera, preghiera e ancora una volta preghiera per il mondo e specialmente per la tua Patria. Fa' la comunione riparatrice per nove giorni, unisciti strettamente al sacrificio della Santa Messa. Per questi nove giorni starai davanti a Dio come vittima, ovunque, continuamente, in ogni luogo e in ogni momento giorno e notte; ogni volta che ti svegli, prega interiormente. Pregare di continuo interiormente è possibile ». Una volta Gesù mi disse: « Il Mio sguardo da quest'immagine è tale e quale al Mio sguardo dalla croce». Una volta il confessore mi chiese come doveva essere collocata la scritta, dato che non c'era posto sull'immagine. Risposi che avrei pregato ed avrei dato una risposta la settimana seguente. Mentre mi allontanavo dal confessionale, passando accanto al SS.mo Sacramento, mi fu fatto capire interiormente come doveva essere quella scritta. Gesù mi ricordò quello che mi aveva detto la prima volta e cioè che queste tre parole dovevano essere messe in evidenza. Le parole sono queste: « Jezu, ufam Tobie ». Gesù, confido in Te. Capii che Gesù desiderava che venisse messa questa frase, ma all'infuori di queste parole, non dava altri ordini precisi. « Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia. Il recipiente è quest'immagine con la scritta: Gesù, confido in Te». O Amore purissimo, regna totalmente nel mio cuore ed aiutami a compiere nella maniera più fedele la Tua santa volontà. Verso la fine di un ritiro spirituale di tre giorni, mi accorsi che camminavo lungo una strada accidentata ed inciampavo ogni momento e vedevo che dietro di me veniva un altra figura che mi sosteneva continuamente e io non ero contenta di questo e chiesi che quella figura si scostasse da me, perché volevo camminare da sola. Tuttavia quella figura, che non riuscii a riconoscere, non mi abbandonò nemmeno per un istante. La cosa m'innervosì e mi rivoltai contro di lei e la respinsi da me. In quel momento conobbi che quella figura era la Madre Superiora e nello stesso momento vidi che non era più la Madre Superiora ma Gesù, che m'inviò uno sguardo profondo e mi fece conoscere quanto Gli sarebbe dispiaciuto se, anche nella più piccola cosa, non avessi cercato di fare la volontà della Superiora « che è la Mia volontà». Chiesi vivamente perdono al Signore e presi seriamente a cuore quell'avvertimento.
Una volta il confessore mi chiese di pregare secondo la sua intenzione e cominciai una novena alla Madonna. Questa novena consisteva nel recitare nove volte la « Salve Regina ». Verso la fine della novena vidi la Madonna col Bambino Gesù in braccio e vidi anche il mio confessore che era inginocchiato ai Suoi piedi e parlava con Lei. Non compresi di che cosa parlasse con la Madonna, poiché ero impegnata a parlare col Bambino Gesù, che era sceso dalle braccia della Madonna e si era avvicinato a me. Non mi stancavo di ammirare la Sua bellezza. Sentii alcune parole che gli diceva la Madonna, ma non sentii tutto. Le parole sono queste: « Io sono non solo la Regina del Cielo, ma anche la Madre della Misericordia e la Madre tua ». In quel momento stese la mano destra con cui reggeva il mantello e copri con esso quel sacerdote. In quell'istante la visione scomparve. Oh! che grazia grande è quella di avere un direttore spirituale! Si progredisce più in fretta nelle virtù, si conosce più chiaramente la volontà di Dio, la si adempie più fedelmente, si procede su una strada certa e sicura. il direttore spirituale sa evitare gli scogli contro i quali essa potrebbe andare in frantumi. Iddio mi ha dato questa grazia piuttosto tardi, ma sono molto lieta vedendo come Iddio accondiscende ai desideri del direttore spirituale. Cito un solo fatto fra le migliaia che mi capitano. Come al solito una sera avevo pregato il Signore di darmi i punti per la meditazione del giorno dopo. Ricevetti questa risposta: « Medita sul profeta Giona e sulla sua missione ». Ringraziai il Signore, ma dentro di me cominciai a pensare: che meditazione diversa dalle altre! Ciò nonostante, con tutta l'applicazione possibile, m'impegnai a riflettere e in quel profeta scoprii me stessa, nel senso che anch'io spesso mi rifiuto davanti a Dio, dicendo che qualcun altro potrebbe compiere meglio la santa volontà di Dio, non comprendendo che Dio può tutto e tanto più si rivela la Sua potenza, quanto più è misero lo strumento che adopera. Dio mi ha fatto capire questo. Nel pomeriggio ci fu la confessione della comunità. Quando feci presente al direttore spirituale il timore che mi attanaglia l'anima a causa di questa missione, per la quale Dio mi usa come strumento non idoneo, il padre spirituale mi rispose che, volenti o nolenti, dobbiamo compiere la volontà di Dio e mi fece l'esempio del profeta Giona. Finita la confessione pensavo tra me, come mai il confessore sapesse ché Dio mi aveva ordinato di fare la meditazione su Giona; io non gliene avevo parlato. Ad un tratto udii queste parole: « Il sacerdote, quando Mi sostituisce, non è Iui che opera, ma sono io per suo tramite. I suoi desideri sono i Miei desideri ». Vedo come Gesù difende i Suoi sostituti. Egli stesso entra nel loro operare.
Giovedì. Quando ho cominciato l'ora santa, avrei voluto immergermi nell'agonia di Gesù nell'Orto degli Ulivi. Ad un tratto sentii nel mio intimo una voce: « Medita i misteri dell'Incarnazione » . Ed all'improvviso mi apparve il Bambino Gesù di una splendente bellezza. Mi disse quanto era gradita a Dio la semplicità dell'anima. « Sebbene la Mia grandezza sia inconcepibile, ho rapporti di intimità soltanto con i piccoli. Voglio da te l'infanzia dello spirito ». Ora vedo chiaramente come Iddio opera attraverso il confessore e come è fedele nelle sue promesse. Due settimane fa il confessore mi aveva ordinato di riflettere sull'infanzia dello spirito. Sulle prime la cosa m'era riuscita un po' difficile, ma il confessore, non badando alle mie difficoltà, aveva insistito perché meditassi sull'infanzia dello spirito. « In pratica quest'infanzia si manifesta così: un bambino non si preoccupa né del passato né del futuro, ma approfitta dei momento presente. In lei, sorella, desidero che emerga questa infanzia dello spinto ed attribuisco a ciò una grande importanza ». Vedo come il Signore si presti ad accogliere i desideri del confessore, dato che in questo periodo non mi si mostra come Maestro nel pieno delle forze e della sua matura umanità, ma mi appare come un Bambino. Questo Dio infinito si abbassa fino a me nelle sembianze di un Bambinello. Ma lo sguardo della mia anima non si ferma alla superficie. Benché tu prenda le sembianze di un Bambinello, io vedo in Te l'Immortale, l'infinito Signore dei signori, che i puri spiriti adorano giorno e notte, per il quale ardono i cuori dei Serafini col fuoco dell'amore più puro. O Cristo, o Gesù, io desidero superarli nell'amore verso di Te. Vi chiedo perdono, o puri spiriti, per aver osato paragonarmi a Voi. Io sono un abisso di miseria, una voragine di miseria, ma Tu, o Dio, che sei un abisso insondabile di Misericordia, assorbimi come l'ardore del sole assorbe una goccia di rugiada. Un Tuo sguardo amorevole conferisce lo stesso livello ad ogni abisso. Sono immensamente felice per la grandezza di Dio. Nel modo più assoluto mi basta vedere la grandezza di Dio, per essere felice per tutta l'eternità. Una volta che vidi Gesù sotto l'aspetto di un Bambino, domandai: « Come mai, Gesù, ora tratti intimamente con me prendendo l'aspetto di un Bambino? Del resto io in Te, anche se sei così, vedo Dio infinito, il mio Creatore e Signore ». Gesù mi rispose che fino a quando non avessi imparato la semplicità e l'umiltà, avrebbe trattato con me come un bimbo.
1934. Durante la santa Messa, nella quale Gesù venne esposto nel SS.mo Sacramento, prima della santa Comunione, vidi due raggi che uscivano dall'Ostia Santissima, così come sono dipinti in questa immagine: uno rosso e l'altro pallido. Si riflettevano su ciascuna delle Suore e sulle educande, ma non su tutte allo stesso modo. Su alcune erano appena tratteggiati. Era il giorno in cui terminavano gli esercizi spirituali delle figliole.

22.XI.1934.  

Una volta il padre spirituale mi ordinò di riflettere attentamente su di me e di indagare per vedere se avevo qualche attaccamento a qualche oggetto o creatura od a me stessa o se vi era in me una propensione a chiacchierare inutilmente. « Poiché tutto ciò, mi disse, impedisce al Signore Gesù di amministrare a suo gradimento la tua anima. Dio è geloso del nostro cuore e vuole che amiamo Lui solo ». Quando cominciai a riflettere profondamente su me stessa, non notai di essere attaccata a qualche cosa. Tuttavia, come in tutte le mie cose, così anche in questa avevo paura di me stessa e non credevo a me stessa. Stanca per questa indagine minuziosa, andai davanti al SS.mo Sacramento e pregai Gesù con tutta la forza della mia anima: «Gesù, mio Sposo, Tesoro del mio cuore, Tu sai che conosco soltanto Te e non conosco altro amore tranne Te, ma Gesù, se dovessi affezionarmi a qualunque cosa all'infuori di Te, Ti prego e Ti scongiuro, Gesù, per la potenza della Tua Misericordia, fammi morire immediatamente, poiché preferisco mille volte morire, piuttosto che ingannarTi una sola volta nella più piccola cosa ». In quel momento Gesù si presentò all'improvviso davanti a me, non so da dove, splendente di una bellezza indicibile, in una veste bianca, con le braccia alzate e mi disse queste parole: « Figlia Mia, il tuo cuore è il Mio riposo ed il Mio compiacimento. In esso trovo tutto quello che un gran numero di anime Mi rifiuta. Dillo al Mio sostituto». Ed all'improvviso non vidi più nulla, ma una gioia immensa entrò nella mia anima. Ora comprendo che nulla può essermi d'impedimento all'amore che ho per Te, o Gesù: non la sofferenza, né le contrarietà, né il fuoco, né la spada, né la morte stessa. Mi sento più forte, al di sopra di tutto questo. Nulla è paragonabile all'amore. Vedo che le cose più insignificanti, compiute da un'anima che ama sinceramente Dio, hanno un valore inestimabile agli occhi dei Suoi santi.

5.XII.1934.

Una mattina, dopo aver aperto la porta del convento per fare uscire i nostri operai addetti alla distribuzione del pane, entrai un momentino nella piccola cappellina, per fare una breve visita a Gesù e rinnovare le intenzioni del giorno. « Ecco, Gesù, oggi tutte le sofferenze, le mortificazioni, le preghiere, le offro per il Santo Padre, affinché approvi la festa della Misericordia. Ma Gesù, debbo dirTi ancora una parola. Sono molto stupita per il fatto che mi ordini di parlare di questa festa della Misericordia, quando tale festa, a quanto mi dicono, esiste già. Quindi, perché dovrei parlarne? E Gesù mi rispose: « Chi mai ne è informato tra la gente? Nessuno. E perfino coloro che debbono proclamare e dare delle istruzioni alla gente su questa Misericordia, spesso essi stessi non lo sanno. Per questo desidero che questa immagine venga solennemente benedetta la prima domenica dopo Pasqua e che riceva culto pubblico, in modo che tutti possano esserne informati. Fa' una novena secondo l'intenzione del Santo Padre, che deve essere composta di trentatré invocazioni, ripetendo cioè altrettante volte la breve preghiera alla Misericordia, che ti ho insegnato ». La sofferenza è il tesoro più grande che ci sia sulla terra. Essa purifica l'anima. Nella sofferenza conosciamo chi ci è veramente amico. Il vero amore si misura col termometro della sofferenza. Gesù, Ti ringrazio per le piccole croci quotidiane, per le contrarietà che incontro nelle mie iniziative, per il peso della vita comunitaria, per l'interpretazione distorta delle mie intenzioni, per le umiliazioni che provengono dagli altri, per il comportamento aspro verso di noi, per i sospetti ingiusti, per la salute cagionevole e per le forze che vengono meno, per il ripudio della mia volontà, per l'annientamento del proprio io, per il mancato riconoscimento in tutto, per gli impedimenti posti a tutti i miei progetti. Ti ringrazio, Gesù, per le sofferenze interiori, per l'aridità dello spirito, per le paure, i timori e i dubbi, per il buio fitto e le tenebre interiori, per le tentazioni e le diverse prove, per le angosce che è difficile descrivere, e soprattutto per quelle in cui nessuno ci capisce, per l'ora della morte, per la dura lotta che la precede e per tutta la sua amarezza. Ti ringrazio, Gesù, che hai bevuto il calice dell'amarezza, prima di porgerlo a me raddolcito. Ecco, ho accostato le mie labbra al calice della Tua santa volontà. Avvenga di me secondo il Tuo volere; avvenga di me ciò che ha stabilito la Tua sapienza fin dall'eternità. Desidero bere fino all'ultima stilla il calice della predestinazione, non voglio indagare su questa predestinazione, nell'amarezza c'è la mia gioia, nella disperazione la mia fiducia. In Te, o Signore, quello che ci dà il Tuo Cuore paterno è tutto buono; non preferisco le gioie alle amarezze, né le amarezze alle gioie, ma Ti ringrazio di tutto, o Gesù. La mia delizia consiste nello stare a contemplarTi, o Dio incomprensibile. È in un'esistenza misteriosa che si aggira il mio spirito, poiché è là che sento di essere a casa mia. Conosco bene la dimora del mio Sposo. Sento che in me non c'è nemmeno una goccia di sangue che non arda d'amore per Te. Bellezza eterna, chi Ti conosce una sola volta, non può più amare nessun'altra cosa. Sento la voragine insondabile della mia anima, e che niente può colmarla, all'infuori di Dio. Sento che sprofondo in Lui, come un granellino di sabbia in un oceano senza fondo.

20.XII.1934.

Una sera entrando nella cella, vidi Gesù esposto nell'ostensorio, come se fosse stato fuori all'aperto. Al piedi di Gesù vidi il mio confessore e dietro di lui un gran numero di ecclesiastici di altissimo rango, con indumenti che non avevo mai visto, eccetto allora in visione. E dietro a loro varie classi di ecclesiastici. Più in là vidi una folla così vasta di gente che non riuscii ad abbracciarla con lo sguardo. Vidi che dall'Ostia uscivano due raggi, come sono nell'immagine, che si unirono strettamente fra di loro, ma non si confusero e passarono nelle mani del mio confessore e poi nelle mani degli ecclesiastici e dalle loro mani passarono alla gente e tornarono nell'Ostia. E in quel momento mi vidi in cella mentre entravo. <

22.XII.1934.

Quando mi toccò in settimana d'andare a confessarmi, capitai che il mio confessore stava celebrando la S. Messa. Nella terza parte della S. Messa vidi il Bambino Gesù, un po' più piccolo del solito e con la differenza che aveva una piccola fascia di colore violetto, mentre di solito l'aveva bianca.

24.XII.1934.

Vigilia di Natale. La mattina durante la S. Messa ho sentito la vicinanza di Dio; il mio spirito inavvertitamente si è immerso in Lui. Improvvisamente udii queste parole: « Tu sei una gradevole dimora per Me; in te il Mio Spirito riposa » . Dopo queste parole sentII io sguardo del Signore nel profondo del mio cuore e vedendo la mia miseria, mi umiliai in ispirito ed ammirai la grande Misericordia di Dio, considerando che l'altissimo Signore si accosta ad una tale miseria. Durante la santa Comunione la gioia inondò la mia anima; sentii che ero strettamente unita alla Divinità; la Sua onnipotenza assorbì tutto il mio essere. Per tutta la giornata avvertii in modo particolare la vicinanza di Dio e, sebbene gli impegni non mi permettessero per tutta la giornata di andare nemmeno per un momento in cappella, tuttavia non ci fu un solo istante in cui non fossi unita a Dio. Lo sentii in me in una maniera più sensibile di qualunque altra volta. Salutai senza posa la Madonna, immedesimandomi nel Suo spirito e La pregai, affinché m'insegnasse il vero amore di Dio. Ad un tratto udii queste parole: « Durante la S. Messa di mezzanotte ti comunicherò il segreto della Mia felicità ». La cena fu prima delle sei; nonostante la letizia ed il chiasso esterno che c'è quando ci si scambia l'oplatek, durante lo scambio vicendevole degli auguri non venni privata nemmeno per un istante della presenza di Dio. Dopo cena ci affrettammo col lavoro ed alle nove potei andare all'adorazione in cappella. Avevo ottenuto il permesso di non andare a riposare, ma di attendere la Messa di mezzanotte. Ne gioii enormemente; dalle nove alle dodici avevo tempo libero. Dalle nove alle dieci feci l'adorazione per i miei genitori e per tutta la mia famiglia. Dalle dieci alle undici feci l'adorazione per il mio direttore spirituale, ringraziando anzitutto Dio, che si era degnato di darmi qui in terra questo grande aiuto visibile, come mi aveva promesso e, in secondo luogo, per impetrargli luce, affinché potesse conoscere la mia anima e guidarmi come piaceva a Dio. Dalle undici alle dodici ho pregato per la santa Chiesa e per il clero, per i peccatori, per le missioni, per le nostre case. Le indulgenze le ho offerte per le anime del purgatorio.

Ore dodici. 25~XII.1934.

Messa di mezzanotte. Appena usci la santa Messa, il raccoglimento interiore s'impadronì di me, la gioia inondò la mia anima. Durante l'offertorio vidi Gesù sull'altare; era di una bellezza incomparabile. Il Bambinello per tutto il tempo guardò verso tutti, tendendo le manine. Quando ci fu l'elevazione il Bambinello non guardò verso la cappella, ma verso il cielo; dopo l'elevazione si rivolse di nuovo verso di noi, ma per poco tempo, poiché come al solito venne spezzato e mangiato dal sacerdote. La fascia l'aveva bianca. Il giorno dopo vidi la stessa cosa e lo stesso vidi il terzo giorno. E difficile esprimere la gioia che avevo nell'anima. Questa visione si ripeté durante tre sante Messe, esattamente come nelle prime.

Anno 1934.

Primo giovedì dopo Natale. Avevo dimenticato completamente che oggi era giovedì, perciò non ho fatto l'adorazione. Sono andata assieme alle consorelle in dormitorio alle ore nove. Stranamente non riuscivo a dormire. Mi sembrava che avessi ancora qualche cosa da fare. Ripassai mentalmente i miei impegni, ma non riuscii a ricordarmi niente del genere; la ricerca andò avanti fino alle dieci. Alle ore dieci vidi il Volto martoriato di Gesù. Ad un tratto Gesù mi disse queste parole: « Ti ho attesa per dividere con te le Mie sofferenze; chi infatti comprende le Mie sofferenze meglio della Mia sposa? ». Chiesi perdono a Gesù per la mia tiepidezza, piena di rossore e confusa, non osando rivolgere lo sguardo a Gesù, ma col cuore contrito chiesi a Gesù che si degnasse di darmi una spina della Sua corona. Gesù mi rispose che mi avrebbe concesso questa grazia, ma l'indomani, e subito la visione scomparve. Al mattino, durante la meditazione, sentii una spina dolorosa dalla parte sinistra del capo; il dolore mi durò per tutto il giorno e pensai continuamente a come Gesù avesse potuto resistere al dolore di tutte quelle spine che sono nella Sua corona. Unii le mie sofferenze alla sofferenza di Gesù e le offrii per i peccatori. Alle quattro, quando sono andata per l'adorazione, ho visto una delle nostre allieve che offendeva Dio terribilmente con dei peccati impuri di pensiero. Ho visto pure una certa persona a causa della quale peccava. Un fremito di spavento ha attraversato l'anima mia ed ho pregato Dio, per i dolori di Gesù, che si degnasse strapparla da quell'orribile miseria. Gesù mi rispose che le avrebbe concesso la grazia, non per suo merito, ma per la mia preghiera. Allora compresi quanto dovremmo pregare per i peccatori e specialmente per le nostre educande. La nostra è una vita veramente apostolica; non so immaginare una religiosa che viva nelle nostre case, cioè nella nostra Congregazione, che non abbia spirito apostolico; lo zelo per la salvezza delle anime dovrebbe ardere nei nostri cuori. O mio Dio, come è dolce soffrire per Te, soffrire nel più segreto del cuore, nel più grande nascondimento, immolandosi come vittima non notata da alcuno, pura come il cristallo, senza alcuna soddisfazione nè partecipazione affettiva. Il mio spirito arde per un amore attivo, non perdo tempo per nessuna fantasticheria, prendo singolarmente ogni istante, poiché questo è in mio potere; il passato non mi appartiene più, il futuro non è ancora mio, procuro di utilizzare con tutta l'anima il tempo presente.

4.I.1935.

Primo capitolo di Madre Borgia. In questo capitolo la Madre ha messo in evidenza la vita di fede e la fedeltà nelle piccole cose. A metà del capitolo ho udito queste parole: « Desidero che nel momento presente ci sia in voi più fede. Che grande gioia Mi procura la fedeltà della Mia sposa nelle piccole cose! ». Ad un tratto rivolsi lo sguardo sul crocifisso e vidi che Gesù aveva il capo rivolto verso il refettorio e che le Sue labbra si muovevano. Quando ne parlai alla Madre Superiora, mi rispose: « Vede, sorella, come Gesù esige che la nostra sia una vita di fede ». Quando la Madre se n'era andata in cappella ed io ero rimasta a mettere in ordine la stanza, tutto ad un tratto sentii queste parole: « Dì questo a tutte le Suore, che esigo che vivano con spirito di fede nei confronti delle Superiore nel momento attuale ». Chiesi al confessore di sciogliermi da questo impegno. Quando parlai con una persona che avrebbe dovuto dipingere l'immagine, ma per certi motivi non la dipinse, durante il colloquio con lei sentii nel mio intimo questa voce: « Desidero che essa sia più obbediente ». Compresi che anche i più grandi sforzi, se non hanno il sigillo dell'obbedienza, non sono graditi a Dio; parlo di un anima consacrata a Dio. O Dio, come è facile conoscere la Tua volontà in un ordine religioso! Noi, anime consacrate, dal mattino fino a notte abbiamo chiaramente indicata la volontà divina e nei momenti di incertezza abbiamo i Superiori, attraverso i quali paria Iddio.

1934-1935.

Ultimo giorno dell'anno. Ho avuto il permesso di non andare a dormire, ma di pregare in cappella. Una delle nostre suore mi ha pregato di offrire per lei un'ora di adorazione. Le ho risposto di si ed ho pregato per lei un'ora intera. Durante la preghiera Dio mi ha fatto conoscere quanto Gli è cara quella piccola anima. La seconda ora di adorazione l'ho offerta per la conversione dei peccatori e specialmente in riparazione delle offese che nel momento presente vengono fatte a Dio. Quanto viene offeso Iddio! La terza ora l'ho offerta secondo l'intenzione del mio padre spirituale, ho pregato fervorosamente perché venga illuminato in merito ad una questione particolare. Suonano infine le dodici, l'ultima ora dell'anno, che ho finito nel nome della SS.ma Trinità, come del resto nel nome della SS.ma Trinità ho cominciato la prima ora dell'Anno Nuovo. Ho chiesto la benedizione ad ognuna delle Persone ed ho guardato con grande fiducia all'Anno Nuovo, che non sarà certamente avaro di sofferenze. O Ostia Santa, in cui è contenuto il testamento della Divina Misericordia per noi e specialmente per i poveri peccatori. O Ostia Santa, in cui è contenuto il Corpo ed il Sangue del Signore Gesù, come dimostrazione dell'infinita Misericordia verso di noi, ma specialmente verso i peccatori. O Ostia Santa, in cui è contenuta la vita eterna e l'infinita Misericordia elargita in abbondanza a noi, ma specialmente ai poveri peccatori. O Ostia Santa, in cui è contenuta la Misericordia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo verso di noi, ma specialmente verso i poveri peccatori. O Ostia Santa, in cui è contenuto il prezzo infinito della Misericordia, che ripagherà tutti i nostri debiti, ma specialmente quelli dei poveri peccatori. O Ostia Santa, in cui è contenuta la sorgente di acqua viva, che scaturisce dalla Misericordia infinita per noi, ma specialmente per i poveri peccatori. O Ostia Santa, in cui è contenuto il fuoco dell'amore più puro, che arde dal seno dell'Eterno Padre, come da un abisso di Misericordia infinita per noi, ma specialmente per i poveri peccatori. O Ostia Santa, in cui è contenuta la medicina per tutte le nostre debolezze, che sgorga dalla Misericordia infinita come da una sorgente, per noi e specialmente per i poveri peccatori. O Ostia Santa, in cui è contenuto il vincolo di unione fra Dio e noi, grazie all'infinita Misericordia per noi e specialmente per i poveri peccatori. O Ostia Santa, in cui sono contenuti tutti i sentimenti del Cuore dolcissimo di Gesù verso di noi e specialmente per i poveri peccatori. O Ostia Santa, nostra unica speranza in tutte le sofferenze e contrarietà della vita. O Ostia Santa, nostra unica speranza fra le tenebre e le tempeste interiori ed esteriori. O Ostia Santa, nostra unica speranza in vita e nell'ora della morte. O Ostia Santa, nostra unica speranza fra gli insuccessi e nell'abisso della disperazione. O Ostia Santa, nostra unica speranza in mezzo alle menzogne ed ai tradimenti. Ostia Santa, nostra unica speranza fra le tenebre e le empietà che sommergono la terra. O Ostia Santa, nostra unica speranza in mezzo alla nostalgia e al dolore, per il quale nessuno ci comprende. O Ostia Santa, nostra unica speranza in mezzo alle fatiche ed al grigiore della vita di ogni giorno. O Ostia Santa, nostra unica speranza quando le nostre aspirazionie e le nostre fatiche vanno in fumo. O Ostia Santa, nostra unica speranza fra i colpi dei nemici e gli assalti dell'inferno. O Ostia Santa, confiderò in Te quando le difficoltà della vita supereranno le mie forze ed i miei sforzi risulteranno inutili. O Ostia Santa, confiderò in Te quando le tempeste sconvolgeranno il mio cuore ed il mio spirito atterrito comincerà a piegarsi verso il dubbio che corrode. O Ostia Santa, confiderò in Te quando il mio cuore comincerà a tremare ed un sudore mortale mi bagnerà la fronte. O Ostia Santa, confiderò in Te quando tutto si rivolgerà contro di me e la nera disperazione s'insinuerà nella mia anima. O Ostia Santa, confiderò in Te quando il mio sguardo si spegnerà per tutto ciò che è terreno, ed il mio spirito vedrà per la prima volta mondi sconosciuti. O Ostia Santa, confiderò in Te quando i miei impegni saranno al di sopra delle mie forze e l'insuccesso sarà per me la sorte abituale. O Ostia Santa, confiderò in Te quando l'osservanza delle virtù mi apparirà difficile e la mia natura si ribellerà. O Ostia Santa, confiderò in Te quando i colpi dei nemici saranno diretti contro di me. O Ostia Santa, confiderò in Te quando le mie fatiche ed i miei sforzi non verranno approvati dalla gente. O Ostia Santa, confiderò in Te quando sopra di me risuonerà il Tuo giudizio; in quel momento confiderò nell'oceano della Tua Misericordia.
O Santissima Trinità, confido nella Tua infinita Misericordia. Iddio è mio Padre, quindi io, come Sua figliola, ho ogni diritto sul Suo Cuore divino e quanto più grandi sono le tenebre, tanto più decisa dev'essere la nostra fiducia. Non riesco a comprendere come si possa non aver fiducia in Colui che può tutto. Con Lui tutto, senza di Lui nulla. Egli, il Signore, non permetterà né lascerà che restino confusi coloro che hanno posto in Lui tutta la loro fiducia.

10.1.1935. Giovedì.

La sera durante la benedizione, cominciai ad essere tormentata da pensieri di questo genere: tutto quello che dico della grande Misericordia di Dio, non è per caso una menzogna od un'illusione?.., e volevo riflettere per un po' su questo argomento, quando all'improvviso sentii nel mio intimo una voce forte e chiara: «Tutto quello che dici della Mia bontà è vero e non ci sono espressioni sufficienti per esaltare la Mia bontà ». Queste parole furono così piene di forza e così chiare, che darei la vita per esse, per confermare che provenivano dal Signore. Le riconosco dalla profonda serenità che in quei momenti mi viene trasmessa e che mi rimane anche in seguito. Tale serenità mi dà una forza ed un'energia così grandi, che nulla sono le difficoltà, le contrarietà, le sofferenze e la morte stessa. Questa luce mi ha sollevato un lembo di mistero, cioè mi ha fatto capire che tutti gli sforzi che intraprendo perché le anime conoscano la Misericordia dei Signore, sono molto graditi a Dio e da ciò è venuta alla mia anima una tale gioia, che non so se in paradiso ce ne possa essere una maggiore. Oh! se le anime volessero ascoltare almeno un po' la voce della coscienza e la voce, cioè l'ispirazione dello Spirito Santo! Dico « almeno un po' », dato che una volta che ci consegnamo all'influsso dello Spirito di Dio, Egli stesso completerà quello che manca a noi.

Capodanno 1935.

A Gesù piace partecipare alle più piccole circostanze della nostra vita e soddisfa talvolta i miei desideri segreti, quelli che certe volte nascondo anche a Lui, sebbene lo sappia che per Lui non ci può essere nulla di segreto. A Capodanno da noi c'è l'usanza di estrarre il Patrono particolare per tutto l'anno. La mattina, durante la meditazione, mi venne uno di questi segreti desideri, e cioè che Gesù Eucaristico fosse il mio Patrono particolare anche per quest'anno, come per il passato. Nascosi però questo mio desiderio al mio Diletto; parlai con Lui di tutto, ad eccezione del fatto che Lo volevo come Patrono. Quando andammo in refettorio per la colazione, dopo aver fatto il segno della croce, ebbe inizio l'estrazione dei Patroni. Appena mi avvicinai alle immaginette sulle quali erano scritti i Patroni, ne presi una senza pensarci e non la lessi subito. Volevo mortificarmi per qualche minuto. All'improvviso sento nel mio intimo una voce: « Sono il tuo Patrono, leggi ». Allora guardai subito quello che c'era scritto e lessi: « Patrono per il 1935 la Santissima Eucaristia ». il cuore mi sobbalzò dalla gioia e mi allontanai alla chetichella dal gruppo delle suore ed andai almeno per un momento davanti al SS.mo Sacramento e là diedi sfogo ai sentimenti del mio cuore. Gesù però mi fece osservare in modo delicato che in quel momento avrei dovuto essere con le consorelle. Andai immediatamente, attenendomi alla regola. O Santa Trinità, Unico Dio, insondabile nella grandezza della Misericordia verso le creature e specialmente verso i poveri peccatori. Hai mostrato l'abisso insondabile della Tua Misericordia, che nessuna mente, né umana né angelica, è riuscita mai a scandagliare. Il nostro nulla e la nostra miseria sprofondano nella Tua grandezza. O Bontà infinita, chi può adorarti degnamente? Si trova un'anima che possa comprendere il Tuo amore? O Gesù, tali anime esistono, ma non sono molte.
Un giorno, durante la meditazione del mattino, sentii questa voce: « Io Stesso sono la tua guida, sono stato, sono e sarò; ma dato che Mi hai chiesto un aiuto visibile, te l'ho dato. L'ho scelto Io Stesso ancor prima che Me lo chiedessi, poiché l'esige la Mia causa. Sappi che le mancanze che commetti contro di lui, feriscono il Mio Cuore. Guardati bene in modo particolare dall'agire di testa tua; in ogni più piccola cosa ci sia il sigillo dell'obbedienza». Col cuore contrito ed annientato chiesi perdono al Signore Gesù per quelle mancanze. Chiesi perdono anche al padre spirituale e feci il proposito di non far nulla, piuttosto che fare molto e male. O Gesù buono, Ti ringrazio per questa grande grazia, cioè per avermi fatto conoscere quello che sono per me stessa: miseria e peccato, nient'altro. Da me stessa posso fare una cosa soltanto, cioè offenderTi, o mio Dio, poiché la miseria non può fare nient'altro da se stessa che offendere Te, o Bontà infinita.
Una volta mi venne chiesto di pregare per una certa amma. Decisi di fare subito una novena alla Misericordia del Signore ed alla novena aggiunsi una mortificazione, che consisteva nel tenere in entrambe le gambe una catenella di ferro per la durata della santa Messa. Erano tre giorni che facevo quella penitenza, quando andai a confessarmi e dissi al padre spirituale che avevo intrapreso quella mortificazione col suo permesso presunto. Pensavo infatti che il Padre spirituale non avrebbe avuto nulla contro di ciò. Invece la risposta che ascoltai fu il contrario, cioè che non dovevo far nulla di mia iniziativa, senza il permesso. O mio Gesù, ecco ho agito di nuovo a mio arbitrio, ma non perdo il coraggio a causa delle mie mancanze; so bene che sono miseria. A motivo della salute non ottenni il permesso, ed il Padre spirituale si meravigliò che avessi potuto sottopormi a maggiori mortificazioni senza il suo permesso. Chiesi perdono per il mio comportamento arbitrario, o meglio per aver agito con un permesso presunto e chiesi che mi venisse cambiata quella penitenza in un'altra. il Padre spirituale me la cambiò in una mortificazione interiore, invitandomi a riflettere, durante la santa Messa, al motivo per cui Gesù volle essere battezzato. Quella meditazione non fu una mortificazione per me, dato che pensare a Dio è una delizia, e non una mortificazione; ma in quello c'era la mortificazione della volontà, dato che facevo non quello che piaceva a me, ma quello che mi era stato indicato ed appunto in questo consiste la mortificazione interiore. Dopo che mi fui allontanata dal confessionale e cominciai a fare la penitenza, udii queste parole: « Ho concesso la grazia all'anima, per la quale Mi hai pregato, ma non per la tua mortificazione, quella che ti eri scelta da sola, bensì solo per l'atto di obbedienza totale verso il Mio Sostituto ho fatto grazia all'anima, per la quale hai interceduto presso di Me e per la quale hai mendicato la Misericordia. Sappi che quando annienti in te la tua propria volontà, allora la Mia regna in Te » . O mio Gesù, abbi pazienza con me. Ora starò più attenta per l'avvenire. Questo proposito non lo baso su me stessa, ma sulla Tua grazia e bontà, che è così grande verso di me tanto misera.
Una volta Gesù mi fece conoscere che quando Lo prego per qualche intenzione, che talvolta mi viene raccomandata, è sempre pronto a concedere le Sue grazie, solo che non sempre le anime le vogliono accettare: « Il Mio Cuore è stracolmo di tanta Misericordia per le anime e soprattutto per i poveri peccatori. Oh! se riuscissero a capire che Io sono per loro il migliore dei Padri; che per loro è scaturito dal Mio Cuore Sangue ed Acqua, come da una sorgente strapiena di Misericordia; che per loro dimoro nel tabernacolo e come Re di Misericordia desidero colmare le anime di grazie, ma non vogliono accettarle. Vieni almeno tu il più spesso possibile a prendere le grazie che essi non vogliono accettare e con ciò consolerai il Mio Cuore. Oh! quanto è grande l'indifferenza delle anime per tanta bontà, per tante prove d'amore! Il Mio Cuore è ripagato solo con ingratitudine e trascuratezza da parte delle anime che vivono nel mondo. Hanno tempo per ogni cosa; per venire da Me a prendere le grazie non hanno tempo. E perciò Mi rivolgo a voi, a voi, anime elette! Anche voi non comprendete l'amore del Mio Cuore? E anche qui è rimasto deluso il Mio Cuore. Non trovo il completo abbandono al Mio amore. Tante riserve! Tanta diffidenza! Tanta cautela! Per tua consolazione ti dirò che ci sono anime che vivono nel mondo, che Mi amano sinceramente; dimoro nei loro cuori con delizia. Ma non sono molte. Anche nei conventi ci sono tali anime che riempiono di gioia il Mio Cuore; in esse sono impressi i Miei lineamenti e per questo il Padre Celeste guarda a loro con un compiacimento particolare. Esse saranno la meraviglia degli angeli e degli uomini. Il loro numero è molto piccolo. Esse costituiscono una difesa di fronte alla giustizia del Padre Celeste ed impetrano la Misericordia per il mondo. L'amore di queste anime ed il loro sacrificio mantengono l'esistenza del mondo. Quello che ferisce più dolorosamente il Mio Cuore è l'infedeltà di un anima che Io ho scelto in modo particolare. Quelle infedeltà sono come lame taglienti che trafiggono il Mio Cuore ».

29.1.1935.

Questo martedì mattina, durante la meditazione, ho visto interiormente il Santo Padre che celebrava la santa Messa. Dopo il « Pater noster » si è messo a parlare con Gesù della causa, di cui Gesù aveva ordinato a me di parlarGli. Benché io non abbia parlato di ciò personalmente col Santo Padre, dato che l'argomento è stato trattato da qualcun altro, in questo momento però io so, per conoscenza interiore, che il Santo Padre sta riflettendo su tale questione, che in breve tempo si evolverà secondo i desideri di Gesù. Prima degli esercizi spirituali di otto giorni, andai dal mio direttore spirituale, a chiedergli il permesso per certe mortificazioni da fare durante gli esercizi, tuttavia non ottenni il permesso per tutto quello che avevo chiesto, ma solo per alcune. Ottenni l'autorizzazione per un ora di meditazione sulla Passione del Signore Gesù e per certi atti di umiliazione. Ero rimasta però un po' insoddisfatta, per non aver ottenuto il permesso per tutto quello che avevo chiesto. Quando tornammo a casa, entrai un momento in cappella e subito udii nel mio intimo una voce: « Un'ora di meditazione sulla Mia dolorosa Passione ha un merito maggiore di un anno intero di flagellazioni a sangue. La meditazione sulle Mie Piaghe dolorose è di grande profitto per te ed a Me procura una grande gioia. Mi stupisce che tu non abbia ancora rinunciato completamente alla tua volontà, ma gioisco enormemente pensando che tale cambiamento avverrà durante gli esercizi spirituali ». Questo stesso giorno, mentre ero in chiesa ed aspettavo di confessarmi, vidi gli stessi raggi che uscivano dall'ostensorio e si propagavano per tutta la chiesa. Questo durò per tutto il tempo della funzione. Dopo la benedizione si proiettarono su entrambi i lati e poi rientrarono nell'ostensorio. Ad osservarli erano chiari e limpidi come il cristallo. Chiesi a Gesù che si degnasse di accendere il fuoco del Suo amore in tutte le anime indifferenti. Sotto questi raggi il cuore si riscalda, anche se fosse freddo come un pezzo di ghiaccio; se fosse duro come la roccia, si ridurrebbe in polvere.

G.M.G. Wilno, 4.11.1933 ESERCIZI SPIRITUALI DI OTTO GIORNI.

O Gesù, Re di Misericordia, ecco di nuovo un momento in cui rimango faccia a faccia con Te. Per questo T'imploro per tutto l'amore di cui arde il Tuo Cuore Divino, annienta in me completamente l'amor proprio ed in cambio infiamma il mio cuore del fuoco del Tuo amore purissimo. Verso sera, finita la predica, udii queste parole: « Io sono con te. Durante questi esercizi spirituali consoliderò la tua pace e il tuo coraggio, in modo che non vengano meno le tue forze nel dare attuazione ai Miei propositi. Pertanto durante questi esercizi annullerai completamente la tua volontà, mentre si compirà in te tutta la Mia volontà. Sappi che ciò ti verrà a costare molto. Pertanto scrivi su una pagina bianca queste parole: Da oggi in me non esiste la volontà propria, e depennala. Su un'altra pagina scrivi queste parole: Da oggi faccio la volontà di Dio ovunque, sempre, in tutto. Non spaventarti di nulla, l'amore ti darà forza e te ne faciliterà l'esecuzione ». Nella meditazione fondamentale sullo scopo, cioè sulla scelta dell'amore, l'anima deve amare, ha bisogno di amare; l'anima deve riversare il suo amore, non nel fango, non nel vuoto, ma in Dio. Come gioisco quando rifletto su questo, poiché sento che nel mio cuore cè soltanto Lui. Gesù solo ed unico; e amo le creature in quanto mi aiutano ad unirmi a Dio. Amo tutti gli uomini per questo, poiché vedo in essi l'immagine di Dio.

G.M.G. Wilno, 4.11.1935 DA OGGI NON ESISTE LA VOLONTA PROPRIA.

Nel momento in cui m'inginocchiai per depennare la volontà come mi aveva ordinato il Signore, udii nel mio intimo questa voce: «Da oggi non temere il giudizio di Dio, poiché non sarai giudicata ». Da oggi, faccio la Volontà di Dio, ovunque, sempre, in tutto.

G.M.G. Wilno, 8.11.1935.

Lavoro interiore particolare, cioè esame di coscienza. Sul rinnegamento di se stessa, della propria volontà. I. Rinnegamento dell'intelletto, cioè sua sottomissione all'intelletto di coloro che per me qui in terra sostituiscono Dio. Il. Rinnegamento della volontà, cioè fare la volontà di Dio, che a me si manifesta nella volontà di coloro che per me sostituiscono Dio e che è contenuta nelle regole del nostro ordine. III. Rinnegamento del giudizio, cioè accettare immediatamente senza pensarci su, senza analizzarlo, senza discuterlo, ogni ordine che mi viene dato da coloro che per me sostituiscono Dio. IV. Rinnegamento della lingua. Non le darò la più piccola libertà; in un solo caso gliela darò completa, cioè quando si tratta di proclamare la gloria di Dio. Ogni volta che mi accosto alla santa Comunione, prego che Gesù rafforzi e purifichi la mia lingua, in modo che io non ferisca il prossimo con essa. Per lo stesso motivo tengo nella massima considerazione la regola che mi parla del silenzio. O Gesù mio, ho fiducia che la Tua grazia mi aiuti a mettere in pratica questi propositi. Benché i punti suddetti siano compresi nel voto di obbedienza, tuttavia desidero esercitarmi in essi in modo del tutto particolare, in quanto costituiscono l'essenza della vita religiosa. Gesù Misericordioso, Ti prego ardentemente, illumina il mio intelletto, perché possa conoscere meglio Te, che sei l'Essere Infinito, e possa conoscere meglio me stessa, che sono il niente personificato. Della santa confessione. Dalla santa confessione dovremmo ricavare due benefici. Alla confessione andiamo: primo, per essere guariti; secondo, per essere educati. La nostra anima ha bisogno di essere educata continuamente, come un bambino. O mio Gesù, comprendo profondamente queste parole e so per esperienza che un'anima con le proprie forze non arriva lontano, si affatica molto, non fa nulla per la gloria di Dio; sbaglia continuamente, poiché la nostra mente è ottenebrata e non riesce a distinguere i fatti suoi. Avrò un'attenzione particolare per due cose: la prima è quella di scegliere per la confessione quello che mi umilia di più, anche se si tratta di una piccola cosa, che però mi costa e per questo ne parlerò; la seconda è quella di esercitarmi nella contrizione; non solo prima di confessarmi, ma in ogni esame di coscienza cercherò di suscitare in me il dolore perfetto e ciò soprattutto prima di mettermi a riposare. Ed una parola ancora: l'anima che desidera veramente progredire sulla via della perfezione, deve attenersi scrupolosamente ai consigli che le vengono dati dal direttore spirituale. Tanta è la santità, quanta la dipendenza. Una volta, mentre parlavo col direttore della mia anima, in un lampo più veloce di quello di un fuimine, vidi interiormente la sua anima in una grande tribolazione, in un tale tormento, che sono poche le anime che Iddio prova con tale fuoco. Tali sofferenze gli provengono da quest'opera. Verrà un momento nel quale quest'opera, che pure Dio raccomanda tanto, sembrerà in completo sfacelo ed all'improvviso seguirà l'azione di Dio con grande energia, la quale darà testimonianza alla verità. Essa, l'opera, sarà un nuovo splendore per la Chiesa, sebbene esistesse già da molto tempo in essa. Che Dio sia infinitamente misericordioso, nessuno può negarlo. Egli desidera che questo lo sappiano tutti, prima che torni come Giudice; vuole che le anime Lo conoscano prima come Re di Misericordia. Quando si verificherà questo trionfo, noi saremo già nella nuova vita, dove non ci sono sofferenze. Ma prima la tua anima sarà saziata d'amarezze al vedere la distruzione dei tuoi sforzi. Questa distruzione però sarà soltanto apparente, poiché Iddio non cambia quello che ha stabilito una volta. Ma anche se la distruzione sarà apparente, le sofferenze invece saranno reali. Quando ciò avverrà, non lo so; quanto durerà, non lo so. Ma Dio ha promesso una grande grazia specialmente a te e a tutti « quelli che proclameranno la Mia grande Misericordia. Io Stesso li difenderò nell'ora della morte, come Mia gloria ed anche se i peccati delle anime fossero neri come la notte, quando un peccatore si rivolge alla Mia Misericordia, Mi rende la gloria più grande ed è un vanto della Mia Passione. Quando un'anima esalta la Mia bontà, allora satana ne trema e fugge nel profondo dell'inferno ». Durante un'adorazione, Gesù mi promise: « Con le anime che ricorreranno alla Mia Misericordia e con le anime che esalteranno e faranno conoscere ad altre la Mia grande Misericordia, nell'ora della loro morte Mi comporterò secondo la Mia Misericordia infinita. Il Mio Cuore è addolorato - ha detto Gesù - perché anche le anime elette non comprendono quanto sia grande la Mia Misericordia. I loro rapporti con Me sono in un certo modo espressione di diffidenza. Oh! quanto questo ferisce il Mio Cuore! Ricordatevi della Mia Passione e, se non credete alle Mie parole, credete almeno alle Mie Piaghe» . Non faccio alcun movimento, alcun gesto perché piace a me, perché sono vincolata dalla grazia; continuamente attendo a ciò che è più gradito a Gesù. Durante una meditazione sull'obbedienza udii queste parole: « In questa meditazione il sacerdote in via eccezionale parla per te. Sappi che Io prendo in prestito la sua bocca » . Cercai di ascoltare con la massima attenzione ed applicai tutto al mio cuore, come faccio per ogni meditazione. Quando il sacerdote pronunciò queste parole, che un anima obbediente si riempie della forza di Dio, udii quanto segue: Si, quando sei obbediente, mi prendo la tua debolezza ed al suo posto ti do la Mia forza. Sono molto stupito che le anime non vogliano fare questo scambio con Me. Io dissi al Signore: « Gesù, illumina Tu la mia anima, poiché diversamente capirò ben poco di queste parole ». So che non vivo per me, ma per un gran numero di anime. So che le grazie date a me, non sono soltanto per me, ma anche per le anime. O Gesù, l'abisso della Tua Misericordia si è riversato nella mia anima, che è l'abisso stesso della miseria. Ti ringrazio, Gesù, per le grazie e le piccole croci che mi dai in ogni momento della vita. All'inizio degli esercizi spirituali sul soffitto della cappella vidi Gesù crocifisso che guardava alle suore con tanto amore, ma non a tutte. C'erano tre suore, alle quali il Signore guardò con uno sguardo severo. Non so, non so per quali motivi, so soltanto che è una cosa terribile vedere uno sguardo simile che è lo sguardo del Giudice severo. Quello sguardo non riguardava me, eppure allibii per lo spavento, mentre scrivo tremo ancora tutta. Non ebbi il coraggio di dire una sola parola a Gesù, mi vennero a mancare le forze fisiche e pensavo che non avrei resistito fino alla fine della predica. Un giorno dopo vidi la stessa cosa, come la prima volta, e osai proferire queste parole: « Gesù, quanto è grande la Tua Misericordia! ». Il terzo giorno si ripeté ancora lo stesso sguardo su tutte le suore con grande amabilità, ad eccezione di quelle tre suore. Allora presi il coraggio che proveniva dall'impulso verso l'amore del prossimo e dissi al Signore: « Tu sei la Misericordia personificata, come Tu stesso mi hai detto, Ti scongiuro quindi per la potenza della Tua Misericordia, rivolgi il Tuo sguardo benigno anche su quelle tre suore, e se ciò non s'accorda con la Tua sapienza, Ti prego di fare uno scambio: il Tuo sguardo benevolo verso la mia anima, sia per loro, e il Tuo sguardo severo verso le loro anime, sia per me. All'istante Gesù mi disse queste parole: « Figlia Mia, per il tuo amore sincero e generoso concedo loro molte grazie, benché esse non le chiedano, ma per la promessa che ho fatto a te ». E subito avvolse le tre suore con uno sguardo misericordioso. Alla vista della bontà di Dio, il cuore mi cominciò a battere per la grande gioia. Quando feci l'adorazione dalle 9 alle 10 erano rimaste anche altre quattro suore. Mentre mi avvicinavo all'altare e meditavo sulla Passione del Signore Gesù, in quello stesso momento un dolore tremendo inondò la mia anima, a causa dell'ingratitudine di un gran numero di anime che vivono nel mondo, ma mi addolorava specialmente l'ingratitudine delle anime scelte in modo particolare da Dio. Non c'è modo di esprimerla, né di confrontarla. Alla vista di quella ingratitudine, che è la più nera, sentii come se il cuore mi si schiantasse, mi vennero a mancare completamente le forze fisiche e caddi con la faccia a terra, senza nascondere un pianto dirotto. Ogni volta che rievocavo la grande Misericordia di Dio e l'ingratitudine delle anime, il dolore trafiggeva il mio cuore e comprendevo quanto ciò ferisse il Cuore dolcissimo di Gesù. Con cuore ardente rinnovai il mio atto di offerta per i peccatori. Con gioia e desiderio ho accostato le mie labbra al calice dell'amarezza, che prendo ogni giorno dalla S. Messa. La piccola porzione, che Gesù mi ha assegnato per ogni momento, anche quella non la cederò a nessuno. Conforterò continuamente il dolcissimo Cuore Eucaristico; suonerò canti di riconoscenza sulle corde del mio cuore; la sofferenza è il tono più armonioso. Cercherò con cura di capire con che cosa posso rallegrare oggi il Tuo Cuore. I giorni della vita non sono uniformi; quando le nuvole nere mi copriranno il sole, cercherò come l'aquila di attraversare la loro barriera, per far conoscere agli altri che il sole non si spegne. Sento che Iddio mi permette di scostare i veli, affinché la terra non abbia dubbi sulla Sua bontà. Iddio non va soggetto ad eclissi, né a cambiamenti; rimane per l'eternità Uno e sempre lo Stesso. Niente può opporsi alla Sua volontà. Sento in me una forza sovrumana, sento il coraggio e l'energia che mi viene attraverso la grazia che dimora in me. Comprendo le anime che soffrono perché prive di speranza, poiché ho provato su di me questo tormento. Iddio però non dà prove al di sopra delle forze. Spesso ho vissuto di speranza contro ogni speranza ed ho spinto la mia speranza fino alla totale fiducia in Dio. Avvenga di me quello che ha stabilito dall'eternità.

MASSIME GENERALI.

Sarebbe molto brutto, se una suora cercasse sollievo nella sofferenza. Ecco quello che ha fatto la grazia e la meditazione del più grande criminale. Colui che muore, ha un grande amore. Ricordati di me quando sarai in paradiso. Il pentimento sincero trasforma immediatamente un'anima. La vita spirituale va praticata con serietà e sincerità. L'amore dev'essere reciproco. Dato che il Signore Gesù per me ha bevuto il fiele fino in fondo, io Sua sposa, per dimostrargli il mio amore, accetterò tutte le amarezze. Chi sa perdonare si prepara molte grazie da parte del Signore. Ogni volta che guarderò la croce, perdonerò sinceramente. L'unione con le anime l'abbiamo ottenuta nel santo battesimo. La morte rafforza l'amore. Devo essere sempre d'aiuto per gli altri. Se sarò una buona religiosa sarò utile non solo alla Congregazione, ma anche a tutta la Patria. Il Signore Dio concede le grazie in due modi: con le ispirazioni e con le illuminazioni. Se chiediamo una grazia, Iddio ce la dà, ma dobbiamo volerla accettare, ma per accettarla occorre abnegazione. L'amore non è fatto di parole, né di sentimenti, ma di azioni. E un atto della volontà, è un dono, cioè una donazione; l'intelletto, la volontà ed il cuore, ecco le tre facoltà che dobbiamo esercitare durante la preghiera. Risorgerò in Gesù, ma prima debbo vivere in Lui. Se non mi distacco dalla croce, allora si manifesterà in me il Vangelo. Tutte le mie insufficienze le colma in me Gesù con la Sua grazia, che agisce incessantemente. La SS.ma Trinità mi trasmette la Sua vita abbondantemente col dono dello Spirito Santo. Le Tre Persone divine dimorano in me. Se Iddio ama, lo fa con tutto Se stesso, con tutta la potenza del Suo Essere. Se Iddio mi ha amato a questo modo, come debbo corrispondere io a questo, io, la Sua sposa? Durante una predica Gesù mi disse: «Nel piccolo grappolo scelto tu sei il dolce acino; desidero che il succo che circola in te venga trasmesso alle altre anime» . Durante la rinnovazione dei voti vidi Gesù dal lato dell'epistola, con una veste bianca ed una cintura d'oro ed in mano teneva una spada terribile. Durò fino al momento in cui le suore cominciarono a rinnovare i voti. All'improvviso vidi un bagliore inimmaginabile. Davanti a quel bagliore vidi un piano formato da una nuvola bianca a forma di bilancia. In quel momento Gesù si avvicinò e pose la spada su di un piatto e questo con tutto quel peso si abbassò fino a terra, per poco non la toccò completamente. Proprio allora le suore finirono di rinnovare i voti. E subito vidi degli angeli che prendevano qualche cosa da ogni suora dentro un vaso d'oro, vaso che aveva la forma come di un incensiere Dopo che ebbero terminata la raccolta da tutte le suore e posto il vaso sull'altro piatto della bilancia, questo immediatamente prevalse sul primo, sul quale era stata posta la spada. All'istante dall'incensiere si sprigionò una fiamma, che raggiunse il bagliore della luce. Inaspettatamente udii una voce proveniente da quel bagliore: «Rimettete la spada al suo posto, l'offerta è maggiore» . In quel momento Gesù ci diede la benedizione e tutto quello che avevo visto scomparve. Le suore avevano già cominciato ad accostarsi alla santa Comunione. Quando anch'io mi comunicai, la mia anima fu inondata da una gioia così grande, che non riesco proprio a descrivere.